Ultima modifica: 18 Novembre 2020
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Linee guida DaD 19-20

prot. 805/U del 12/05/2020

Linee guida per la valutazione della didattica a distanza

Trascorsa la prima fase della partenza coraggiosa, generosa e faticosa, è doverosa una prima sistematizzazione e una condivisione di un pensiero pedagogico. In questo momento difficile la scuola non può preoccuparsi di una astratta e irraggiungibile “conclusione del programma” (categoria peraltro non contemplata dal quadro normativo), quanto a rinsaldare le competenze utili per la ripresa delle attività scolastiche in presenza, una ripresa proiettata in un futuro che oggi non siamo ancora in grado di definire. In questo contesto il tema più complesso e sfidante, ma tanto necessario in questa fase, è quello della valutazione.

Questo è un documento in progress, che potrà essere aggiornato a seguito di ulteriori interventi normativi.

Le attività di didattica a distanza, come precisa la nota del Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo, “prevedono la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un’interazione tra docenti e alunni. Qualsiasi sia il mezzo attraverso cui la didattica si esercita, non cambiano il fine e i principi. Nella consapevolezza che nulla può sostituire appieno ciò che avviene, in presenza, in una classe, si tratta pur sempre di dare vita a un ambiente di apprendimento, per quanto inconsueto nella percezione e nell’esperienza comuni, da creare, alimentare, abitare, rimodulare di volta in volta”.

Ancora la nota n. 388 del 17 marzo evidenzia l’importanza di rimodulare gli obiettivi formativi sulla base delle nuove attuali esigenze, riesaminando le progettazioni di settembre. “Attraverso tale rimodulazione, ogni docente riprogetta in modalità a distanza le attività didattiche, evidenzia i materiali di studio e la tipologia di gestione delle interazioni con gli alunni”.

Questo documento intende affrontare il delicato aspetto della valutazione, che richiede di essere “rimodulata” con urgenza. Il passaggio repentino e inaspettato alla didattica a distanza può essere una grande opportunità per riflettere e migliorare il nostro modo di valutare.

Si premette che la nota n. 388 del 17 marzo esplicita che “se l’alunno non è subito informato che ha sbagliato, cosa ha sbagliato e perché ha sbagliato, la valutazione si trasforma in un rito sanzionatorio, che nulla ha a che fare con la didattica, qualsiasi sia la forma nella quale è esercitata. Ma la valutazione ha sempre anche un ruolo di valorizzazione, di indicazione di procedere con approfondimenti, con recuperi, consolidamenti, ricerche, in una ottica di personalizzazione che responsabilizza gli allievi, a maggior ragione in una situazione come questa”.

Gli spunti che seguono hanno lo scopo di favorire un “pensiero comune” sulla valutazione nella nuova situazione didattica, allo scopo di non perdere l’occasione; infatti se è vero che la riflessione deve sempre accompagnare i processi valutativi, in questa particolare situazione l’elaborazione diventa ancora più significativa e potenzialmente arricchente per le comunità scolastiche: l’emergenza può farci fare un salto di qualità.

Linee comuni per una valutazione equilibrata

DaD
Linee guida Esplicitazione
Al primo posto serve una prospettiva incoraggiante per tutti. Vista la situazione, serve una cornice incoraggiante: è dura per tutti, ma ce la stiamo facendo nella nostra classe, anche tu ce la fai (serve agli alunni e serve anche a noi).
Non si può prescindere dalla valutazione. Al di là della particolare situazione scolastica che stiamo vivendo e delle indicazioni normative che verranno date, la necessità di procedere con la valutazione nasce dalla necessità di fornire un feedback all’alunno e dargli indicazioni su come procedere.
È necessario essere trasparenti con gli alunni (e con i genitori). È necessario condividere con gli alunni le modalità della valutazione, che cambiano. Questo ce lo dice il criterio di trasparenza, ma anche il buon senso didattico.
Dobbiamo essere consapevoli delle difficoltà dei ragazzi. Le difficoltà sono molte e non sempre sono “scuse”: pluralità dei canali e dei materiali da utilizzare, problemi tecnici, interruzioni per caduta della connessione, ecc… Bisogna tenerne conto.
La prospettiva cambia:
gli insegnanti spiegano e aiutano, ma il percorso di apprendimento è in carico allo studente (e alle famiglie con un carico proporzionalmente più pesante proporzionalmente all’età inferiore dell’alunno), molto più di prima.
Le funzioni di strutturazione, supporto e controllo, essenziali per lo sviluppo di un processo di un apprendimento efficace, se in aula sono presidiate dal docente, a distanza sono quasi esclusivamente nelle mani dell’alunno e della famiglia. La DaD richiede un elevato grado di autogestione, di responsabilità, di controllo metacognitivo che possono ricondursi a:

  • forti abilità di gestione del tempo (alcuni alunni restano troppe ore di fronte al PC)
  • elevata motivazione al proprio apprendimento
  • consapevolezza del proprio ruolo di discente
  • conoscenza di strategie di apprendimento efficaci
  • capacità di formulare un proprio piano di lavoro per conseguire l’obiettivo una volta che un compito didattico è stato assegnato.

Considerata l’età dei nostri alunni, queste skill diventano impegnative ma insostituibili occasioni di maturazione e di crescita, obiettivi da raggiungere, da monitorare e da valutare.
È importante trovare strumenti didattici in relazione a questi obiettivi (planning della giornata, alternanza studio/pausa, ecc) ed è importante sollecitare l’autovalutazione dell’alunno su questi aspetti.
Serve dare fiducia, dare credito, incoraggiare. Non focalizziamoci solo sulla verifica dei contenuti appresi, ma apriamo la valutazione ad altre dimensioni, più adeguate al momento e utilissime per la crescita della persona, dell’autonomia e del senso di responsabilità.

Come valutare?
Alcune indicazioni
  1. Selezionare con cura e misura obiettivi e indicatori (che cosa e come valutare) in modo coerente con le caratteristiche del proprio contesto scolastico. La diversità delle condizioni di lavoro degli alunni è amplificata dall’attuale situazione che condiziona significativamente le modalità di valutazione, oltre che ovviamente la proposta didattica.
  2. Potenziare l’autovalutazione e la riflessione sul processo di apprendimento da parte dell’alunno (che difficoltà incontri, come le affronti, cosa ti riesce bene, in che cosa pensi di dover migliorare) tenendo conto dell’età.
  3. Accentuare la dimensione continuativa della valutazione, l’osservazione del processo, del percorso che fa l’alunno, piuttosto che i singoli episodi valutativi (test/interrogazioni). Registrare elementi valutativi in itinere, provvisori, propedeutici a quella che sarà la valutazione finale.
  4. Reinterpretare le interrogazioni:
    • programmarle
    • svilupparle come conversazioni a tema per verificare se stanno seguendo, piuttosto che verifiche approfondite dei soli contenuti. Farne occasione per farli riflettere sul loro attuale percorso
    • chiedere di preparare l’esposizione di un argomento, piuttosto che rispondere esclusivamente a domande (ovviamente in relazione all’età).
Cosa valutare? Che cosa serve
Verificare che gli alunni siano attivi, che non subentri la noia, la solitudine, lo scoraggiamento.
Dare loro feedback di conferma o di miglioramento rispetto a quello che stanno facendo e come lo stanno facendo.
Verificare se stanno seguendo e se apprendono (ovviamente la proposta didattica deve essere ridotta e semplificata. Non va dimenticata la dimensione inclusiva!).
Che cosa non serve
Verificare puntualmente l’apprendimento dei contenuti e di tutto ciò che proponiamo. Il prossimo anno dovremo comunque riprendere le fila e non possiamo trasferire on line la consueta didattica.
Quindi
Registrare piuttosto che dare voti.
Registrare e capire le motivazioni ci dà riscontro dell’adeguatezza della nostra proposta e dello “stato” dei nostri alunni.
Che cosa registrare
Presenza alle lezioni (fatti salvi problemi tecnici e simili)

  • Le assenze devono essere registrate ed è necessario capirne la motivazione. Eventualmente e se considerato utile, avvisare i genitori e chiedere la loro collaborazione.
  • Ritardi e uscite dalla classe virtuale: registrarli e capirne la motivazione. Ricordate che anche a scuola alcuni alunni hanno bisogno di uscire ogni tanto dalla classe.
  • Come l’alunno sta in classe. Se chiamato risponde? Interviene spontaneamente? Interviene se sollecitato? Prevarica gli altri? Rispetta il turno? Ecc…

Registrare le osservazioni e fare una sintesi periodica da cui poi può scaturire una valutazione provvisoria.

Valutare i prodotti
Modalità
Come già detto, agli alunni serve ora più che mai un feedback su quanto fanno. Tenete in considerazione tutti i lavori prodotti.
Prodotti autocorretti:
anche questi devono essere considerati nel quadro della valutazione. L’autocorrezione è un’abilità da incoraggiare.
Prodotti personali:
puntualità della consegna adeguata alle difficoltà oggettive nello svolgimento delle attività, completezza/correttezza.
Prodotti di gruppo:
puntualità della consegna adeguata alle difficoltà oggettive nello svolgimento dell’attività, qualità dell’esposizione (se prevista), esposizione delle modalità di lavoro, delle difficoltà incontrate, delle competenze acquisite, ecc…
Li completano con i libri? Non importa, vuol dire che comunque stanno seguendo. Registrate se li eseguono e come.
Cercare di prediligere ai giudizi sintetici (voto, giudizio…), valutazioni che consentano all’alunno di individuare le criticità del proprio elaborato e indichino gli aspetti da migliorare (semplici rubriche). Considerate sempre che stanno lavorando in autonomia.
Sarebbe ottimo fornire la rubrica (semplice) contestualmente alla consegna del compito, perché faccia da guida all’elaborazione della consegna e possa servire per l’autovalutazione.
Utilizzare una valutazione “soft”
Non dare valutazioni negative, in questa situazione non è opportuno.

Alcuni consigli di carattere generale

Privilegiare la valutazione formativa (processi) con feedback da parte del docente + autovalutazione dell’alunno. Fondamentale “monitorare”, attraverso l’autovalutazione dello studente, non solo gli apprendimenti ma anche lo stato di benessere (indicatori possibili: senso di autoefficacia, attivazione e investimento sul compito, partecipazione nelle interazioni di gruppo, …). Nel momento della valutazione degli apprendimenti si deve tenere in dovuto conto il processo di formazione personale di ciascun alunno.

Portare avanti la prospettiva della valutazione delle competenze, in particolare: imparare a imparare, competenze digitali, sociali e civiche, spirito di iniziativa (ci servirà poi per la certificazione delle competenze in classe quinta e terza della scuola secondaria di primo grado).

Non essere fiscali sui tempi di consegna di esercitazioni, compiti, verifiche: molti studenti hanno ancora difficoltà di connessione e/o uso dei mezzi di comunicazione. Non si può considerare negativo un lavoro che non c’è, questo sarà piuttosto valutato nella competenza o nel comportamento, ammesso che non sussistano evidenti difficoltà di connessione e/o padronanza della tecnologia.

Il Dirigente Scolastico
Rosa Maria Pugni




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