Ultima modifica: 13 Ottobre 2020
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Lezioni di educazione fisica

Pubblicazione della circolare relativa all’a.s. 2020-21.

prot. 1898/E del 09/10/2020

Alla ripresa delle lezioni in presenza sarà necessario assicurare il pieno svolgimento delle attività di educazione fisica, nel rispetto ovviamente delle indicazioni di sicurezza del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile.

In proposito, il CTS ha indicato le modalità di ripresa delle attività motorie, precisando che è necessario “per lo svolgimento della ricreazione, delle attività motorie…, ove possibile e compatibilmente con le variabili strutturali, di sicurezza e metereologiche, privilegiare lo svolgimento all’aperto, valorizzando lo spazio esterno quale occasione alternativa di apprendimento. Per le attività di Educazione Fisica, qualora svolte al chiuso (es. palestre), dovrà essere garantita adeguata aerazione e un distanziamento interpersonale di almeno 2 metri (in analogia a quanto disciplinato nell’allegato 17 del DPCM 17 maggio 2020). Nelle prime fasi di riapertura delle scuole sono sconsigliati i giochi di squadra e gli sport di gruppo, mentre sono da privilegiare le attività fisiche sportive individuali che permettano il distanziamento fisico”.

Anche per l’educazione fisica dovranno essere rispettati i tre criteri generali indicati dal CTS: distanziamento, protezione, pulizia.

Per l’attività al chiuso, in palestra, il distanziamento potrebbe ottenersi per le attività individuali facendo “muovere” una parte della classe, mentre l’altra attende il proprio turno. Più adatta al contenimento del rischio è l’attività svolta all’aria aperta.

Rispetto al criterio della protezione è utile ricordare che, ove l’evoluzione del contagio ne imponesse l’obbligo, l’uso della mascherina – da non utilizzare durante l’attività motoria perché potrebbe impedire l’assunzione di una adeguata quantità di ossigeno – è da prevedersi per gli spostamenti e durante le fasi di attesa.

Altro punto centrale è la pulizia: spogliatoi e attrezzi, se non pure palestre, andrebbero puliti ad ogni cambio di “gruppo classe”. Per gli spogliatoi e soprattutto per gli allievi più giovani si suggerisce, poi, un’attenta strutturazione dello spazio, posizionando sedie, oppure segnalando sulle panche quali sedute non occupare. Anche il cambio dell’abbigliamento deve evitare che si creino contatti, soprattutto tra le suole delle scarpe e gli abiti.

Come già comunicato nella circolare del 9 settembre, prot. n. 1491/U è consigliabile far portare due sacche, una con gli indumenti e le scarpe sportive, l’altra vuota dove conservare gli stessi indumenti e le scarpe alla fine dell’attività.

Favorendone e sostenendone la partecipazione personale, gli allievi potranno sperimentare il significato del “rendersi utili per la comunità” e prendere coscienza del valore del “prendersi cura” della propria e dell’altrui salute, in termini di prevenzione e di rispetto delle norme previste. Piccoli gesti potranno divenire di grande significato, se intesi come opportunità di crescita personale e collettiva e di acquisizione di competenze pratiche.

Ad esempio, se come ovvio la pulizia degli spazi è compito dei collaboratori scolastici, rilevante è pure il loro corretto utilizzo da parte degli alunni, nel quadro dell’educazione civica praticata in cui potrebbe rientrare anche la pulizia dei piccoli attrezzi, realizzata dagli alunni stessi prima di riporli o di passarli ad altri, tramite prodotti presenti in palestra. La promozione dei comportamenti suggeriti e con ciò di responsabilità dirette e personali nell’esercizio dell’educazione fisica, contribuisce a realizzare uno degli obiettivi fondamentali delle Indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo: “l’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidarietà. Obiettivi irrinunciabili dell’educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità finalizzata al miglioramento continuo del proprio contesto di vita, a partire dalla vita quotidiana a scuola e dal personale coinvolgimento in routine consuetudinarie che possono riguardare la pulizia e il buon uso dei luoghi, la cura del giardino o del cortile, la custodia dei sussidi, la documentazione, le prime forme di partecipazione alle decisioni comuni, le piccole riparazioni, l’organizzazione del lavoro comune…”

Il Dirigente Scolastico
Rosa Maria Pugni




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